intestazione shiatsu yoga reiki

Centro Studi Discipline Naturali

Messina

Yoga correttivo

Il paramorfismo viene definito: “attitudine paramorfica o  carenza di forma dovuta a vizio di posizione”.
Poiché l’attitudine é un rapporto tra il centro di gravità corporeo ed il mezzo di sostegno, é opportuno considerare che, qualunque spostamento del centro di gravità di un segmento che non sia strettamente transitorio per la interdipendenza segmentaria, provoca sui distretti immediatamente vicini, ripercussioni che vanno dal segmento portato a quello portante con la creazione di un compenso o movimento a curve opposte. In effetti, “il corpo umano é un complesso segmentario in funzione verticale ed oscillante, dominato da forza endogine (peso degli organi interni) ed esogena (forza di gravità, forza d’inerzia, peso dei segmenti stessi. La minaccia più terribile per la gioventù è quella appunto della scoliosi detta idiopatica e delle deficienze toraco-diaframmatiche respiratorie.
La funzione respiratoria, tra quelle della vita vegetativa, é l’unica che sia suscettibile di educazione in quanto é influenzata da segmenti corporei duri (torace e cintura scapolo omerale) e molli (addome e arti inferiori).
La vita si inizia con un atto inspiratorio e si termina con un atto espiratorio. Questo concetto che illumina l’arco della vita ci fa pensare come la finalità prima della funzione respiratoria é quella di fornire ossigeno per il metabolismo cellulare, tessutale e di pulirlo dall’anidride carbonica (CO2)derivata dai suoi processi. Tra le funzioni secondarie ma sempre fondamentali, possono essere ricordate le funzioni di regolazione della temperatura e quelle dell’equilibrio acido-basico oltre a quello della sfera emotiva (come parlare, ridere, piangere ecc). L’apparato respiratorio, in relazione alla mobilizzazione corporea, si adatta in modo rapido alla richiesta di un elevato consumo di ossigeno provocato dall’attività muscolare. Questo adattamento avviene mediante l’aumento della ventilazione (spostamento dei gas dall’esterno ai polmoni e viceversa mediante l’inspirazione e l’espirazione) ottenuto con l’aumento della frequenza alla quale corrisponde un aumento della portata circolatoria (sangue venoso) polmonare.
Le fasi respiratorie intervengono nell’attività fisica come regolatrici dell’equilibrio acido-base che, durante un allenamento mal condotto, tende a spostarsi verso acidosi (dovuta all’anormale accumulo di sostanze acide nel sangue o ad un’abnorme perdita di sostanze alcaline). L’attività respiratoria, é educabile mediante interventi sui fattori che la regolano, siano essi intrinseci (psichici e fisiologici) o estrinseci (ambientali). Il concetto di educazione respiratoria deve essere pertanto riferito dal punto di vista respiratorio, alle situazioni ambientali (atmosfera, ambiente sociale, fisico, abitudini motorie, condizioni delle vie aeree, dei segmenti addomino-toraco-vertebrali e artuali). Dal punto di vista strettamente fisiologico, respirare significa esplicare tre fasi vitali, quella aerea, la perfusiva e quella diffusiva, nelle quali vengono coinvolte le zone corporee interessate. In merito occorre far mente locale al rapporto esistente tra cuore, polmone e diaframma.

Per fase aerea si intende l’immissione di aria nei polmoni e l’emissione di anidride carbonica;
 
Per fase perfusiva quella durante la quale il sangue venoso portato all’atrio destro del cuore dalle vene cave ascendenti e discendenti passa al ventricolo destro, quindi attraverso l’arteria polmonare, nel piccolo circolo, entra nel polmone (lo perfonde), assumendo in tal modo ossigeno.

     


Per fase diffusiva, infine, si intende quella durante la quale il sangue arterioso, dai polmoni, attraversa le vene polmonari, va all’atrio sinistro del cuore, quindi nel ventricolo sinistro e poi nell’aorta, per diffondersi nel grande circolo e portare cosi l’ossigeno ai settori periferici del corpo.

Questa affascinante realtà fa cadere la comune concezione che identifica la respirazione soltanto nella prima fase, in quella aerea, limitata alla inspirazione ed espirazione. Tenendo conto di quanto sopra, per yoga si deve intendere la mobilizzazione di tutti quei segmenti corporei che in funzione dei contenuti (fasce toraciche, addominali e del diaframma) influiscono sugli organi interni (apparato-cardio-circolatorio, polmoni e visceri) determinando variazioni di pressione.

 

Segmenti corporei

I segmenti corporei coinvolti e determinanti in queste grandi funzioni sono:

 

  1. la gabbia toracica, dipendente strettamente dal rachide con la quale é articolata e rispetto al quale è in sospensione. La mobilizzazione del torace é legata, inoltre, a quella del parenchima polmonare, elemento contenuto e determinante della funzione per la possibilità di variare pressioni interne.

 

 

 

b) Il cingolo addominale, responsabile della tenuta del pacchetto viscerale sul quale prende punto fisso di presa il centro frenico del muscolo diaframma.


c) gli arti superiori e inferiori che con la loro azione influiscono direttamente e rispettivamente sul torace e sull’addome.

 

 

I segmenti sopra citati, nella loro azione, sono correlati e interdipendenti, tanto da rendere molto difficile la pura mobilizzazione segmentaria e come punto di riferimento dominante, hanno la colonna vertebrale. E’ intuitivo che se il rachide non risulta perfettamente verticalizzato da muscoli trofici, con tensioni bene equilibrate, non potrà mai dare un buon punto di presa alla gabbia toracica che vi si inserisce. Infatti, i portatori di paraformismi (variazioni morfologiche posturali dei vari segmenti) presentano, in genere, anche carenze di carattere respiratorio (conseguenti ad una ridotta elasticità costale, scarsa ventilazione polmonare e scadente capacità vitale). Si precisa che con il termine postura non si intende posizione, ma espressione somatica immediata di emozioni, impulsi, regressioni e rapporti corporei, tanto da essere identificato come vero e proprio linguaggio espressivo.

Elasticità del polmone e del torace.

        

 

Un corpo elastico sottoposto ad una forza esterna si deforma, ma quando tale forza cessa riprende il proprio stato iniziale. Classico é l’esempio della molla la cui lunghezza é proporzionale alla forza esercitata alla sua estremità. Alcuni tessuti del polmone e del torace possiedono proprietà elastiche, quindi, il volume polmonare sarà tanto più grande quanto più intense saranno le forze muscolari esercitate durante l’inspirazione.
Quando cessa la sollecitazione muscolare, il polmone ritrova il proprio volume iniziale. E’ intuibile come tale possibile elasticità sia legata a quella delle articolazioni costo condrali che condizionano la pressione polmonare. Infatti, un torace elastico permette quella pressione interna negativa che facilita l’immissione dell’aria negli alveoli polmonari. A questo concetto é legato quello del gioco del diaframma che, agendo come volume pressorio, permette di evidenziare le qualità dei due sistemi citati, polmoni e torace. E’ logico che il sistema sarà tanto più elastico quanto più il diaframma effettuerà il suo movimento lungo una linea verticale tangente il più possibile all’asse longitudinale del rachide.
Questo spiega perché la mobilizzazione vertebrale (in caso di artrosi, variazioni dei fori di congiunzione, cervicalgie etc.) sia strettamente legata a quella respiratoria (cioè a quella del torace, del diaframma, e del parenchima polmonare). In realtà polmoni e torace costituiscono due sistemi elastici differenti anche se sono legati tra loro dal foglietto pleurico. E’ chiaro quindi, come durante una normale inspirazione le forze elastiche del torace agiscano nello stesso senso dei muscoli inspiratori messi in azione. E’ anche ovvio come il volume toracico a pleura distesa sia più grande di un torace in fase espiratoria di riposo e come, ad esempio, durante una inspirazione forzata, i muscoli del torace debbano vincere le forze elastiche del torace.

 

Postura e lettura corporea

Il corpo può assumere una grande quantità di posizioni attraverso contrazioni e decontrazioni muscolari dei vari settori corporei e in condizioni ideali lo fà con il minimo dispendio di energia. Il sistema nervoso tiene sotto controllo volontario e involontario tutto il sistema di leve che presiede ai meccanismi del movimento. Lo stato posturale è il risultato di eventi ereditari, ambientali e sociali. Se i segmenti muscolo-articolari si rapportano fra di loro in modo equo e bilanciato, avremo un corpo che esprime armonia e che mostra di essere privo di tensioni muscolari anomale. In presenza di tensioni o blocchi muscolari, il corpo, nel tentativo
inconscio-istintivo di superare la situazione di blocco, (posizione antalgica) mette in moto dei muscoli in stato anomalo che creano un circolo vizioso e che dà come risultato finale affaticamento e dolore. Il tratto cervicale é in intimo rapporto con il tratto lombare e questo ci permette di definire che ciò che accade nella parte superiore del corpo si ripercuote in quella inferiore e viceversa. Da ciò si capisce che due sono sempre le situazioni somatiche interessate: In una risiede il blocco primario, mentre nell’altra si annida il blocco secondario compensato.

Blocco Primitivo
Sede di compenso
C1
C6
C2
C7
C3
T1-T5
T6
C6-C2-L2-L3-L5
T5
C7-C6
L5
L3-L2-L1


Ogni singola zona corporea lavora in congiunzione con altre zone e le vertebre ne sono un tipico esempio.



C1
in rapporto con
L5
C2
<-->
L4
C3
<-->
L3
C4
<-->
L2
C5
<-->
L1
C6
<-->
T12
C7
<-->
T11


Le tensioni si sviluppano nel corpo attraverso meccanismi molto complessi. Per facilitare la comprensione ricorriamo ad un semplice schema nel quale il corpo riesce ad esprimere la sua armonia solo quando i punti considerati sono bene equilibrati rispetto al fulcro situato in seconda- terza  lombare.

Le tensioni si sviluppano nel corpo attraverso meccanismi molto complessi. Per facilitare la comprensione ricorriamo ad un semplice schema nel quale il corpo riesce ad esprimere la sua armonia solo quando i punti considerati sono bene equilibrati rispetto al fulcro situato in seconda- terza  lombare.

A

1 - spalla dx
2 - spalla sx.            
3 - trocantere sx.     
4 - trocantere dx.
A - Testa
B – Fulcro
C - Diagonali

 

Quando il corpo é in equilibrio posturale i punti 1-2-3-4 sono bilanciati come segue:
- I punti 1 e 2 sono sullo stesso asse (spalle)
- I punti 3 e 4 sono sullo stesso asse e paralleli a 1 e 2
- Il punto 1 é in asse verticale con il punto 3
- Il punto 2 é in asse verticale con il punto 4
- I punti 1-2-3-4 quando sono bilanciati si incrociano nel punto B.

Quando il corpo non é in equilibrio, si verificano condizioni di squilibrio che lo influenzano negativamente. Superata la fase di studio della postura, ed interpretato il suo linguaggio, é necessario impostare un programma personalizzato, utilizzando delle tecniche specifiche che hanno lo scopo di riequilibrare le situazioni anomale generali. L'importanza della lettura corporea sta nel fatto che essa ci offre una mappa per ogni area critica dell'individuo. Avendo individuato le aree che sono contratte e in tensione è possibile cercare di liberare, con trattamenti specifici secondo le zone corporee e il tipo di tensione, il blocco muscolare.

Cenni introduttivi di lettura corporea

 

 

Zone corporee in blocco tensionale

Cause possibili

Piede

Piede rivolto interno

Psoas

Piede rivolto esterno

Adduttori coscia, semitendinoso, peroniero, gracile, psoas.

Gambe

Gambe arcuate in fuori

Adduttori coscia, fascia lata, gluteo medio.

Gambe arcuate in dentro

Gracile, sartorio.

Pelvi

Pelvi inclinato indietro

Muscoli addominali, pisiforme, psoas.

Pelvi inclinato in avanti

Sacrospinale, psoas.

Torsione del bacino

Psoas, fascia lata, sartorio, muscoli addominali.

Anche non allo stesso livello

Psoas, adduttori coscia, gluteo medio.

Testa

Spalle non allo stesso livello

Grande dorsale, muscolo collo, gluteo medio, trapezio superiore, deltoidi.

Testa inclinata da un lato

Romboide, sacrospinale, gluteo medio, trapezio superiore.

I blocchi tensionali localizzati nelle varie zone corporee possono derivare da un ampio ventaglio di cause possibili.

E' bene tenere presenti altre coppie di muscoli che mantengono relazioni riflesse.

Sacrospinale

Opposto

Addominali

Bicipite

 

Tricipite braccio

Pettorali

 

Trapezio

Romboidi

 

Deltoidi

Flessori collo

 

Estensori collo

Gluteo medio

 

Adduttori coscia

Fascia lata

 

Adduttori coscia

Trapezio superiore Dx

 

Trapezio superiore Sx

Semitendinoso

 

Quadricipite femore

Un muscolo può essere teso per compensare la debolezza dei muscoli opposti. Se la debolezza e la tensione corrispondenti durano da molto tempo i muscoli contratti si accorciano.

Piedi: piccoli e cedevoli con arcata rigida e alta significa un carattere influenzabile.

Ginocchia: le ginocchia rigide sono segno di difesa con tendenza alla chiusura dentro la propria realtà, nonché alla paura di cedere o cadere.

Pelvi: pelvi inclinati verso l'alto significa una diminuzione della forza, che fluisce verso le gambe, conduce a frequenti lesioni alle gambe, a disfunzioni sessuali, a irritazione della vescica, a tensioni addominali.

Pelvi: Pelvi inclinati verso il basso, le gambe molto sviluppate esprimono un profondo bisogno di sicurezza, e ira trattenuta. Questa postura si accompagna spesso a disturbi emorroidali, stress, asma, bronchiti.

Glutei: è la regione dove si concentrano le situazioni spiacevoli della vita:

Natiche tese: significa rimanere aggrappati con forza a tutte le condizioni della vita, anche se negative.
Natiche contratte: rivelano una tensione dei muscoli del diaframma pelvico e significa avere difficoltà nel crearsi un ambiente favorevole.
Bacino stretto: immaturità, mancanza di sviluppo sessuale.
Bacino largo: soggetto molto protettivo, con cosce molli.

Spalle:

Curve e arrotondate: soggetto con forte sensazione di potere, che sente una responsabilità maggiore di quanto sia in grado di sopportare.
Spalle rialzate: atteggiamento di paura.
Spalle quadrate: irradiano potenza e sicurezza.
Spalle in avanti: sembrano curvarsi verso la parte anteriore del corpo con atteggiamento cronico di protezione e paura di soffrire.
Spalle arretrate indietro: sembra che l'individuo si costringa a non perdere la calma, togliendo stabilità alla propria posizione nella vita.
Spalle strette: carente capacità di guidare la propria vita.

 

Torace:
Respiro corto: il soggetto trattiene i sentimenti in aumento.
Torace sovraespanso: paura di intenerirsi troppo, di abbassare le proprie difese.
Torace infossato: rivela mancanza di vitalità, respiro  corto, paura di vivere le emozioni.

Asimmetria.
Asimmetria del corpo con esuberanza ponderale della parte superiore o inferiore

 

TIPI STRUTTURALI

Tipo strutturale 1

Caratteristiche fisiche: presenta spalle rigide, collo poco mobile, struttura molto tesa in tutta la parte superiore del corpo, debole nelle gambe. E' iperattivo alla sera con facile stanchezza al mattino. Ha frequenti problemi viscerali che sono causati dalla mancanza di sfogo psichico. Presenta un corpo schiacciato verso il basso come se volesse accorciarlo e ingrossarlo. Le tensioni principali sono nei muscoli flessori che incurvano il corpo in
avanti. Esso appare come sotto sforzo, o bloccato in una situazione inevitabile e spiacevole con gambe pesanti che sostengono malamente il peso del corpo. I tendini sono molto tesi.

Caratteristiche intellettuali: indica un grande bisogno di potere, grande immagine di sé, il soggetto è prepotente, insidioso, collerico, irritabile, nervoso, passionale e obbliga gli altri ad avere bisogno di lui. Può avere avuto genitori troppo adulatori, e molti problemi di socializzazione nell'adolescenza.

Predisposizioni: Atalgia, emicrania, allergie in genere, intolleranze digestive, palpitazioni, difficoltà respiratoria, gonfiore addominale con flatulenza.

 

Tipo strutturale 2

Caratteristiche fisiche: il corpo è diviso in due all’altezza del diaframma, manca assolutamente di flessibilità, presenta articolazioni rigide. La testa e il collo sono molto deboli e non possiede senso di unità nel movimento. Si affatica verso sera e ha scarsa resistenza fisica.

Caratteristiche intellettuali: il suo pensiero tende a essere “....? “, non è sincero ma arrogante; ha lo sguardo vuoto, paura del buio, è ipocondriaco, forse è stato rifiutato dalla madre nella prima infanzia e di conseguenza ha maturato un senso di profonda tristezza.

Predisposizioni: E’ recidividante nei disturbi respiratori, nell’apparato gastro enterico; soffre di acne, pruriti, psoriasi, affezioni urinarie.

 

Tipo strutturale 3

Caratteristiche fisiche: evidenzia una tensione in tutto il corpo, in modo particolare nei muscoli estensori che lo curvano all’indietro. Il collo e le spalle sono molto rigide e il petto tende a stare espanso. Astenia e stanchezza tendono a presentarsi durante la giornata; ha gli occhi brillanti e duri, gesti e movimenti veloci, è preparato contro sfide di qualsiasi tipo, ha senso di aggressività ed è pronto ad essa. La voce tende a essere forte e profonda.

Caratteristiche intellettuali: carattere duro, orgoglioso, paura di cedere; è ambizioso, competitivo, ostinato e la sua memoria peggiora con il tempo.

Predisposizioni.
disfunzioni neuro-vegetative, spasmi viscerali, dolori agli arti inferiori, dolori allo stomaco con colite dx, probabili gotta e ipertensione.

 

Tipo strutturale 4.

Caratteristiche fisiche: manca di energia nella parte bassa del collo (arti inferiori), il cingolo delle spalle e del collo in tensione provoca una respirazione molto superficiale, mentre i muscoli pettorali sono ipertrofizzati. La cintura pelvica è contratta e retratta. Il corpo si curva verso il basso mentre la testa si porta in avanti. ginocchia serrate. I muscoli addominali sono poco sviluppati, mentre il peso del corpo poggia sui talloni. Il corpo dà l’impressione di essere stanco e debole, con bisogno di sostegno.

Caratteristiche intellettuali: parla molto di sè, ha il volto poco espressivo con sentimenti di aggressività molto deboli. La voce ha tono debole e supplichevole, è un collerico ma non esprime rabbia, il senso di amarezza nella tarda età lo porta ad avere poca volontà. E’ un pauroso di fondo.

Predisposizioni.
Infezioni in genere, artrite, poche autodifese, artrosi deformante.

 

Tipo strutturale 5

Caratteristiche fisiche: eccessivo sviluppo muscolare in generale, il bacino è spinto in avanti, mentre il punto di vita è molto sviluppato; il sedere è piatto e le spalle cadenti.

 

Caratteristiche intellettuali: soffre di ansia sotto tensione, è autolesionista, ha comportamento maldestro, porta in sè un senso di ostilità con forti esplosioni di ira. E’ un instancabile lavoratore e quasi sempre ha avuto una madre dominante.

Predisposizioni.
In genere soffre di stress con riflessi sul sistema ghiandolare.

 

Dorso curvo giovanile.

Questo tipo di attitudine paramorfica si riscontra facilmente nei soggetti che hanno subito una rapida crescenza e che, essendo dei tipi longilinei astenici, presentano una deficienza dei gruppi muscolari estensori della colonna. Spesso un dorso che sembra semplicemente curvo, presenta invece una propria e vera cifosi. Il dorso curvo giovanile o di crescenza si può presentare curvo nel segmento alto del dorso, oppure in quello basso. Si può presentare, inoltre, ma raramente, a curva totale. Questo tipo di attitudine paraformica di solito è compensato da un’altra attitudine che accentua le curve fisiologiche normali del tratto cervicale della colonna (lordosi cervicale) o di quello lombare (lordosi lombare). Molto spesso tali attitudini si riscontrano compensate (dorso curvo compensato da un attitudine lordotica), od accentuate anche da una ipotrofia dei muscoli anteriori dell’addome (trasverso e retto del ventre). Per questo ultimo motivo, dato che il segmento portante é costituito dal bacino e dal tratto lombare della colonna vertebrale, prima di agire sul segmento dorsale (segmento portato), é consigliabile ripristinare quello portante (tratto lombare della colonna e parete anteriore dell’addome). E’ esatto dire quindi che la rieducazione di un dorso curvo si inizia dall’addome. Il dorso curvo giovanile, quasi sempre determina un’altra compensazione (ripercussione negativa sul torace, dove si può riscontrare una deficienza respiratoria, il torace cosiddetto “chiuso ”, cioè privo di elasticità costale. Il dorso curvo compromette anche la dinamica della cintura scapolo-omerale determinando spesso una variazione di trofismo e di tono nei gruppi muscolari che reggono le scapole in sinergia ed in antagonismo. Si notano in questi casi le scapole alate nelle quali il bordo interno si distacca dal dorso per deficienza degli adduttori veri e propri (romboide, trapezio, medio), oppure per poco trofismo della porzione adduttrice del grande dentato. Anche questo si traduce poi in deficienza respiratoria. Altra attitudine paramorfica, che si associa spesso al dorso curvo giovanile, é la cosiddetta rigidità delle spalle. Essa non permette una buona elevazione delle braccia (in alto), sia per la rigidità dell’articolazione scapolo-omerale, sia per deficienza di tono e di forza della porzione del grande dentato che ha il compito di sospendere la scapola e farla ruotare in fuori elevandone il bordo esterno con il tipico movimento a campana.

 

Attitudine paramorfica lordotica.

L'attitudine lordotica di solito, si presenta come compensazione del dorso curvo giovanile, ma può instaurarsi anche da sola a carico del tratto lombare. La più comune è quella che si instaura nel tratto lombare. Quando il tratto dorsale della colonna é normale, le cause di questa attitudine paramorfica possono essere ricercate, in una ipotrofia dei muscoli dell’addome che determina una rotazione del bacino attorno all’asse trasverso del corpo e sul piano posteriore, sbilanciandolo. Tale rotazione si ripercuote negativamente anche sulla funzione del diaframma, che non trovando più un solido appoggio sui visceri che sono stati portati in avanti a causa dello sbilanciamento del bacino sul piano antero-posteriore, non riesce più a funzionare a tutta escursione. Inoltre, per diminuita lunghezza dei gruppi muscolari flessori della gamba sulla coscia (semimembranoso, semitendinoso, bicipite femorale), si può verificare quella rigidità lombare che non permette al soggetto movimenti di inclinazione e di flessione del busto in avanti in tutta la loro escursione.

Correlazione delle attitudini paramorfiche   

E’ difficile riscontrare, in un soggetto, soltanto un particolare tipo di attitudine paramorfica. Di solito, quando un attitudine paramorfica si instaura su un segmento del corpo, per compensazione, se ne instaura una seconda altrove. E’ stato già citato l'atto muscolare costituito dal dorso-petto ventre-reni. Questi quattro segmenti sono interdipendenti e correlati tra loro. Non é facile trovare, infatti, un dorso curvo giovanile senza riscontrare l’accentuazione della curva lordotica lombare ed una deficienza toracica respiratoria. Il dorso curvo fa variare la stazione eretta e provoca una forte insellatura lombare con conseguente lordosi. E’ vero che quando vi é questa attitudine paraformica, lo psoas-iliaco, il grande gluteo ed i muscoli posteriori della coscia cercano di compensare tale carenza ma difficilmente vi riescono, provocando spesso delle vere e proprie compensazioni paramorfiche. Che dire, inoltre, delle interdipendenze e correlazioni degli arti con la colonna vertebrale? Molto spesso un piede valgo trascurato determina l’abbassamento dell’arto corrispondente, con conseguente squilibrio del bacino sul piano frontale, generando una scoliosi compensata vera e propria. Tenendo conto, quindi, di quanto é stato detto sulla stretta interdipendenza dei segmenti del corpo tra loro, é necessario che il soggetto venga  osservato bene, per poter così indicare gli esercizi più adatti a migliorare nel tempo, le attitudini che non rientrano nella normalità. L’aspetto che riveste un’importanza non trascurabile é certamente la prevenzione delle anomalie morfo-funzionali in età scolare, che agiscono negativamente:

a) sulla funzione respiratoria. Il muscolo diaframma, per assolvere nel modo migliore il suo compito, deve trovare un buon punto di appoggio per il suo centro frenico. L’appoggio naturale lo deve trovare sui visceri che, ovviamente, se non ben tenuti compressi fin dall’età giovanile da una buona parete addominale, non possono assolvere bene il loro compito.

b) Sulla funzione digestiva. Una carenza dei muscoli addominali determina una cattiva funzione dell’apparato di emissione dei rifiuti, causando spesso intossicazioni e ptosi con rilassamento della parete anteriore (ventre batracico).

c) Sull’equilibrio del tronco, il bacino, non più mantenuto in perfetta posizione dall’antagonismo dei gruppi muscolari che lo dominano ruota sul piano postero-anteriore, causando delle attitudini lordotiche lombari negative anche sul piano frontale, ove può determinare, come compenso, una attitudine scoliotica giovanile.

 

 

Attitudini paradismorfiche

Molto spesso alle carenze e deficienze di carattere respiratorio si accompagnano paradismorfismi del contenente, gabbia toracica:

1) Tumefazioni latero-sternali:
si manifestano a livello della 2, 3, 5, 6 cartilagine costale.
La causa é da ricercare in una respirazione prevalentemente addominale rispetto al torace che rimane immobile ma con l’azione, del grande pettorale che tira sulle cartilagini costali su cui é inserito.

 

2) Salienze costali toraciche
si manifestano come uno svasamento dall’interno all’esterno delle ultime costole che si può o non accompagnare a chiusura alta e ad ipotrofie addominali.


3) Torace a barile.      

Il torace a barile é provocato dall’ipertonicità addominale per immobilità delle ultime costole, qualche volta anche da ipotonia, ad uso di corsetti poco corretti irrigidendo la base del torace nella zona delle costole fluttuanti, ad enfisema polmonare. Data la limitata corsa del diaframma é in atto, sempre, un insufficenza-toraco-respiratoria bassa. Di conseguenza, per compenso, si accentua in questi casi una respirazione costale alta.

 

4) Torace piatto.
  
Il diametro toracico antero-posteriore si presenta con scarsa mobilità delle prime sei costole, con lo sterno concavo, il dorso incurvato e la parete anteriore prominente.  

5) Torace carenato (a petto di pollo).  
Provocato da rachitismo ma anche da difficolt à respiratorie determinate da vegetazione adenoidee  che influiscono negativamente sul torace che, di conseguenza, si presenta con la parete laterale piatta e dura. A questo si aggiunge una ipotrofia ed ipotonia addominale.

6) Angolo sternale in rilievo.
Segue la falsariga di quella del torace carenato.

 

 

Area

Effetti

Causa probabile

1C

Apparato ematico e capo, ipofisi, cuoio capelluto, ossa facciali, cervello, orecchio interno e medio,
sistema nervoso simpatico.

Cefalea, nervosismo, insonnia, raffreddori, ipertensione, emicrania, esaurimento nervoso, amnesia, stanchezza cronica, capogiro.

Paura, confusione, fuga dalla vita.
Hai la sensazione di non essere all'altezza.
Reazione tipo: “cosa diranno i vicini? “ chiacchiericcio interiore infinito.

2C

Occhi, nervi ottici, nervi acustici, seni, mastoide, lingua, fronte

Sinusiti, allergie, strabismo, sordità, problemi oftalmici, otiti, svenimenti, alcuni casi di cecità.

Rifiuto della saggezza. Rifiuto di sapere o di capire. Indecisione. Risentimento e biasimo, mancanza di equilibrio con la vita.
Negazione della propria spiritualità.

3C

Guance, orecchio esterno, ossa facciali, denti, trigemino.

Nevralgia, neurite, acne o foruncoli, eczema.

Assunzione di colpe altrui. Senso di colpa. Propensione al martirio. Indecisione. Ti opprimi da solo. Hai gli occhi più grandi della bocca.

4C

Naso, bocca, labbra, tromba di Eustacchio.

Febbre da fieno, catarro, anacusia, adenoidi.

Senso di colpa. Ira repressa. Amarezza. Sentimenti frenati. Lacrime trattenute.

5C

Corde vocali, linfonodi latero-cervicali, faringe.

Laringite, raucedine, mal di gola, angina.

Paura del ridicolo e dell'umiliazione. Paura di esprimersi. Rifiuto del proprio bene. Sei sovraccarico.

6C

Muscoli del collo, spalla, tonsille.

Rigidità del collo, dolori brachiali, tonsillite, pertosse, crampi.

Oneri. Sovraccarico. Tenti di gestire gli altri. Resistenza, inflessibilità.

7C

Tiroide, borse delle articolazioni scapolo omerali, gomiti.

Borsite, raffreddori, distiroidismi.

Confusione. Collera. Ti senti indifeso. Non riesci a protendere la mano.

 

 

Area

Effetti

Causa probabile

1T

Avambraccio, mani, polsi, dita, esofago, trachea.

Asma, tosse, dispnea, mancanza  di fiato, dolore all'avambraccio e alla mano.

Paura della vita. Hai troppe cose cui fare fronte. Non ce la fai.Ti isoli dalla vita.

2T

Cuore, valvole cardiache, pericardio; arterie coronarie.

Disturbi cardiaci funzionali e alcune patologie toraciche.

Paura, dolore e ferite. Sei restio a sentire, chiudi il tuo cuore.

3T

Polmoni, bronchi, pleura, torace, mammelle.

Bronchite, pleurite, polmonite, congestione, influenza.

Caos interiore. Ferite profonde di vecchia data. Incapacità di comunicare.

4T

Colecisti, coledoco.

Patologie della colecisti, itterizia, Herpes zoster.

Amarezza. Hai bisogno di fare torto agli altri, di condannarli.

5T

Fegato, plesso solare, sangue.

Epatopatie, febbri, ipotensione, anemia, problemi circolatori, artrite.

Rifiuto delle emozioni. Disprezzo dei sentimenti, collera.

6T

Stomaco.

Disturbi gastrici comprese  gastropatie funzionali, indigestioni, pirosi, dispepsia.

Collera verso la vita. Sentimenti negativi accumulati. Paura del futuro. Preoccupazione costante.

7T

Pancreas, duodeno.

Ulcere, gastrite.

Dolore accumulato. Rifiuto della gioia.

8T

Milza.

Diminuzione della resistenza.

Ossessione del fallimento. Opponi resistenza al tuo bene.

9T

Surrenali.

Allergie, orticarie.

Ti senti abbandonato dalla vita. Incolpi gli altri. Vittimismo.

10T

Reni.

Malattie renali, angiosclerosi, stanchezza cronica, nefrite, pielite.

Rifiuto della responsabilità. Vittimizzazione. Reazione tipo: è colpa tua.

11T

Reni, ureteri.

Patologie dermatologiche: acne, brufoli, eczema, foruncoli.

Hai una scarsa opinione di te.

12T

Intestino tenue, circolazione linfatica.

Reumatismi, meteorismo, alcuni tipi di sterilità.

Disconosci il tuo diritto alla vita. Sei insicuro e timoroso di amare. Sei incapace di assimilare.

 

 

Area

Effetti

Causa probabile

L1

Intestino crasso, anello inguinale.

Stipsi, colite, dissenteria, diarrea, alcuni tipi di ernia.

Richiedi amore e hai bisogno di sentirti solo. Insicurezza.

L2

Appendice, addome, cosce.

Crampi, dispnea, acidosi, vene varicose.

Sei bloccato dalle sofferenze    dell'infanzia. Non vedi vie di uscita.

L3

Organi sessuali, utero, vescica, ginocchia.

Problemi vescicali,   mestruali (irregolari o dolorosi), aborto, enuresi notturna, impotenza, variazioni dei sintomi vitali, alcuni dolori del ginocchio.

Abuso sessuale. Senso di colpa. Odio per te stesso.  

L4

Prostata, muscoli lombari, nervo sciatico.

Sciatalgia, lombalgia, minzione difficile: dolorosa o troppo frequente, rachialgia.

Rifiuto della sessualità. Insicurezza finanziaria. Paura per la carriera. Ti senti impotente.

L5

Gambe, caviglie, piede.

Disturbi circolatori agli arti inferiori, gonfiore alle caviglie, caviglie e archi plantari deboli, piedi freddi, debolezza nelle gambe, crampi alle gambe.

Insicurezza. Difficoltà a comunicare. Ira. Incapacità ad accettare il piacere.

Sacro

Ossa dell'anca, glutei.

Patologie sacro-iliache, curvatura della colonna vertebrale.

Perdita di potere. Ira ostinata di vecchia data.

Coccige

Retto, ano.

Emorroidi, prurito, dolore all'estremità della colonna vertebrale in posizione seduta.

Mancanza di equilibrio con te stesso. Tieni duro. Biasimi il tuo Io. Analizzi vecchi dolori.

 
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