Yoga correttivo: segmenti corporei

I segmenti corporei coinvolti e determinanti in queste grandi funzioni sono:

1. La gabbia toracica, dipendente strettamente dal rachide con la quale é articolata e rispetto al quale è in sospensione.

La mobilizzazione del torace é legata, inoltre, a quella del parenchima polmonare, elemento contenuto e determinante della funzione per la possibilità di variare pressioni interne.


2. Il cingolo addominale, responsabile della tenuta del pacchetto viscerale sul quale prende punto fisso di presa il centro frenico del muscolo diaframma.


3. Gli arti superiori e inferiori che con la loro azione influiscono direttamente e rispettivamente sul torace e sull’addome.

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I segmenti sopra citati, nella loro azione, sono correlati e interdipendenti, tanto da rendere molto difficile la pura mobilizzazione segmentaria e come punto di riferimento dominante, hanno la colonna vertebrale. E’ intuitivo che se il rachide non risulta perfettamente verticalizzato da muscoli trofici, con tensioni bene equilibrate, non potrà mai dare un buon punto di presa alla gabbia toracica che vi si inserisce. Infatti, i portatori di paraformismi (variazioni morfologiche posturali dei vari segmenti) presentano, in genere, anche carenze di carattere respiratorio (conseguenti ad una ridotta elasticità costale, scarsa ventilazione polmonare e scadente capacità vitale).

Si precisa che con il termine postura non si intende posizione, ma espressione somatica immediata di emozioni, impulsi, regressioni e rapporti corporei, tanto da essere identificato come vero e proprio linguaggio espressivo.

 

Elasticità del polmone e del torace

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Un corpo elastico sottoposto ad una forza esterna si deforma, ma quando tale forza cessa riprende il proprio stato iniziale. Classico é l’esempio della molla la cui lunghezza é proporzionale alla forza esercitata alla sua estremità.

Alcuni tessuti del polmone e del torace possiedono proprietà elastiche, quindi, il volume polmonare sarà tanto più grande quanto più intense saranno le forze muscolari esercitate durante l’inspirazione. Quando cessa la sollecitazione muscolare, il polmone ritrova il proprio volume iniziale.

E’ intuibile come tale possibile elasticità sia legata a quella delle articolazioni costo condrali che condizionano la pressione polmonare. Infatti, un torace elastico permette quella pressione interna negativa che facilita l’immissione dell’aria negli alveoli polmonari.

A questo concetto é legato quello del gioco del diaframma che, agendo come volume pressorio, permette di evidenziare le qualità dei due sistemi citati, polmoni e torace. E’ logico che il sistema sarà tanto più elastico quanto più il diaframma effettuerà il suo movimento lungo una linea verticale tangente il più possibile all’asse longitudinale del rachide.

Questo spiega perché la mobilizzazione vertebrale (in caso di artrosi, variazioni dei fori di congiunzione, cervicalgie etc.) sia strettamente legata a quella respiratoria (cioè a quella del torace, del diaframma, e del parenchima polmonare).

In realtà polmoni e torace costituiscono due sistemi elastici differenti anche se sono legati tra loro dal foglietto pleurico. E’ chiaro quindi, come durante una normale inspirazione le forze elastiche del torace agiscano nello stesso senso dei muscoli inspiratori messi in azione. E’ anche ovvio come il volume toracico a pleura distesa sia più grande di un torace in fase espiratoria di riposo e come, ad esempio, durante una inspirazione forzata, i muscoli del torace debbano vincere le forze elastiche del torace.