Yoga correttivo: Paraformismo

 

Il paramorfismo viene definito: “attitudine paramorfica o carenza di forma dovuta a vizio di posizione”.

Poiché l’attitudine é un rapporto tra il centro di gravità corporeo ed il mezzo di sostegno, é opportuno considerare che, qualunque spostamento del centro di gravità di un segmento che non sia strettamente transitorio per la interdipendenza segmentaria, provoca sui distretti immediatamente vicini, ripercussioni che vanno dal segmento portato a quello portante con la creazione di un compenso o movimento a curve opposte.

In effetti, “il corpo umano é un complesso segmentario in funzione verticale ed oscillante, dominato da forza endogine (peso degli organi interni) ed esogena (forza di gravità, forza d’inerzia, peso dei segmenti stessi.

La minaccia più terribile per la gioventù è quella appunto della scoliosi detta idiopatica e delle deficienze toraco-diaframmatiche respiratorie.

La funzione respiratoria, tra quelle della vita vegetativa, é l’unica che sia suscettibile di educazione in quanto é influenzata da segmenti corporei duri (torace e cintura scapolo omerale) e molli (addome e arti inferiori).

La vita si inizia con un atto inspiratorio e si termina con un atto espiratorio.

Questo concetto che illumina l’arco della vita ci fa pensare come la finalità prima della funzione respiratoria é quella di fornire ossigeno per il metabolismo cellulare, tessutale e di pulirlo dall’anidride carbonica (CO2)derivata dai suoi processi.

Tra le funzioni secondarie ma sempre fondamentali, possono essere ricordate le funzioni di regolazione della temperatura e quelle dell’equilibrio acido-basico oltre a quello della sfera emotiva (come parlare, ridere, piangere ecc).

L’apparato respiratorio, in relazione alla mobilizzazione corporea, si adatta in modo rapido alla richiesta di un elevato consumo di ossigeno provocato dall’attività muscolare.

Questo adattamento avviene mediante l’aumento della ventilazione (spostamento dei gas dall’esterno ai polmoni e viceversa mediante l’inspirazione e l’espirazione) ottenuto con l’aumento della frequenza alla quale corrisponde un aumento della portata circolatoria (sangue venoso) polmonare.

Le fasi respiratorie intervengono nell’attività fisica come regolatrici dell’equilibrio acido-base che, durante un allenamento mal condotto, tende a spostarsi verso acidosi (dovuta all’anormale accumulo di sostanze acide nel sangue o ad un’abnorme perdita di sostanze alcaline).

L’attività respiratoria, é educabile mediante interventi sui fattori che la regolano, siano essi intrinseci (psichici e fisiologici) o estrinseci (ambientali).

Il concetto di educazione respiratoria deve essere pertanto riferito dal punto di vista respiratorio, alle situazioni ambientali (atmosfera, ambiente sociale, fisico, abitudini motorie, condizioni delle vie aeree, dei segmenti addomino-toraco-vertebrali e artuali).

Dal punto di vista strettamente fisiologico, respirare significa esplicare tre fasi vitali, quella aerea, la perfusiva e quella diffusiva, nelle quali vengono coinvolte le zone corporee interessate. In merito occorre far mente locale al rapporto esistente tra cuore, polmone e diaframma.

Per fase aerea si intende l’immissione di aria nei polmoni e l’emissione di anidride carbonica;

Per fase perfusiva quella durante la quale il sangue venoso portato all’atrio destro del cuore dalle vene cave ascendenti e discendenti passa al ventricolo destro, quindi attraverso l’arteria polmonare, nel piccolo circolo, entra nel polmone (lo perfonde), assumendo in tal modo ossigeno.

Per fase diffusiva, infine, si intende quella durante la quale il sangue arterioso, dai polmoni, attraversa le vene polmonari, va all’atrio sinistro del cuore, quindi nel ventricolo sinistro e poi nell’aorta, per diffondersi nel grande circolo e portare cosi l’ossigeno ai settori periferici del corpo.

Questa affascinante realtà fa cadere la comune concezione che identifica la respirazione soltanto nella prima fase, in quella aerea, limitata alla inspirazione ed espirazione.

Tenendo conto di quanto sopra, per yoga si deve intendere la mobilizzazione di tutti quei segmenti corporei che in funzione dei contenuti (fasce toraciche, addominali e del diaframma) influiscono sugli organi interni (apparato-cardio-circolatorio, polmoni e visceri) determinando variazioni di pressione.