Taoismo: Teoria

La sua importanza è fondamentale: essa condiziona l'etica, la pratica ed il successo terapeutico. Nella misura cui questi la possiede e la applica, dipendono i risultati ottenuti.

Se la teoria non sorregge la pratica, questa deve essere forzatamente limitata alla piccola pressione sintomatologica.

Per contro vedi centuplicata le sue possibilità e perverrà alle vette della grande pressione se alla base di ogni punto trattato si troverà un ragionamento teorico. E' dunque dalla comprensione di questo "tutto" logico ed ordinato che è la teoria della patogenesi nello shiatsu, che dipende "il grande operaio" come dicono i cinesi.

D'altra parte, quando si studiano queste basi teoriche non si può fare a meno di stupirsi delle strette corrispondenze esistenti fra i concetti che vengono da esse messe in evidenza, e le teorie più recenti della scienza moderna. I fondamenti teorici sono quelli del taoismo tradizionale. Il taoismo è soprattutto una "cognizione" una spiegazione teorica dell'Universo e delle sue manifestazioni.

Il TAO

TAO, che significa la Via, l’Assoluto, la Perfezione.

Il Tao è un qualcosa di impalpabile, di invisibile e, perciò di indescrivibile; in compenso può essere raggiunto con la virtù, con la pietà, l’umiltà e la non violenza; in particolare, dalla debolezza deriva la vera forza.

La violenza, invece, non solo è sbagliata, ma non permette neanche di realizzare i fini che ci si propone.

Il Tao è il principio vitale dell’Universo, quello che dà vita a tutto: e la totalità è concettualmente distinta in due forme uguali e contrari: Yin e Yang nelle quali convergono separatamente, secondo le loro caratteristiche, tutte le cose animate e inanimate. Perciò queste scaturiscono da un eterno, vitale conflitto di opposizioni, che si equivalgono in quantità e qualità.

Al principio Yin corrisponde, ad esempio, la negatività, la femminilità, la debolezza, l’esteriorità, la tenebrosità, etc., mentre del principio Yang sono tipiche la positività, la maschilità, la forza, l’interiorità, la luminosità etc.

Dal contrasto di questi eterni principi, mutuati in modo diverso prendono forma e vita tutte le cose dell’Universo. Non potremmo spiegare meglio il senso di Yin e Yang se non analizzando la struttura del suo ideogramma.

Entrambi posseggono la stessa radice di sinistra che simboleggia un muro di pietre poste una sull’altra. Essa rappresenta la “manifestazione”, costruita secondo la sua struttura apparente quest’ultima si presenta sotto due aspetti:

Aspetto Yin: in esso la radice di dx
rappresenta un tetto sotto cui è disegnata una formazione nuvolosa. Dà dunque l’idea dell’ombra, del cielo coperto e scuro.

Aspetto Yang: in esso la radice di dx mostra un sole che, al di sopra del tratto dell’orizzonte emette dei raggi. Dà dunque l’idea del cielo libero e chiaro.

Lo Yin include dunque le nozioni di ombra, di coperto, di interiore, di pesante, di freddo.

Lo Yang quelle di luce, di libero, d’esteriore, di caldo. La perfezione e l’assolutezza sono date quindi dall’equilibrio dinamico di tali forze, le quali si miscelano e alternano in continuazione. Ciò vuol dire che in uno stesso elemento Yin o Yang vi è sempre una minima parte dell’elemento contrario, in quanto niente di assoluto può esistere. La perfe    zione si riduce quindi a puro concetto, perché viene immagazzinata come la riuscita sintesi degli opposti.
Ritorniamo al simbolismo cinese, per analizzare la struttura del suo ideogramma per spiegare meglio il senso di “Tao”:

La radice di sinistra rappresenta un piede che lascia dietro di se traccia di passi.
La radice di destra, una testa umana dal viso marcato dalle rughe della riflessione, e che emette radiazioni di cui, per semplificare, diremo simboleggiare il pensiero.
Il Tao è, dunque, la traccia che lascia nel mondo visibile il principio che lo governa e permette così all'uomo di prendere coscienza, coscienza che si esprime attraverso il pensiero.
Ma il Tao non esiste nel mondo visibile: è presente solamente sotto forma di segni che bisogna interpretare. Appartiene al regno dell'impenetrabile e non ha forma: non è ancora allo stato di manifestazione, egli è il "non essere".
Affinché possa comparire la manifestazione, egli produce Uno che diventa Due. Uno è l'energia senza la quale l'esistenza non è possibile.