Taoismo: Medicina cinese


 E’ importante anzitutto comprendere che anche se la medicina tradizionale cinese non utilizza una teoria anatomica paragonabile a quella occidentale ciò no significa che non sia scientifica. Essa è infatti basata su una multi millenaria esperienza di osservazioni cliniche. Se pungendo un determinato punto il medico notava una reazione in una diversa zona del corpo, ne deduceva che le due parti dovevano essere necessariamente connesse malgrado non si potesse osservare alcun legame diretto fra le due. In tal modo è nata la teoria dei meridiani ossia dei canali energetici entro cui fluisce il Ch’i. Anche il concetto degli organi nella medicina cinese è radicalmente diverso da quello della medicina occidentale. La differenza consiste che i cinesi non danno importanza alla reale struttura fisica degli organi. Questi sono considerati dei complessi funzionali più che delle strutture anatomiche. Il medico tradizionale cinese non è interessato quindi all’organo di per se, ma alle sue funzioni, alle sue relazioni alle altre parti del corpo, con il Ch’i, con il sangue e così via. Per esempio la milza in occidente è definita dala sua struttura fisica, in cina dalle sue funzioni, che sono basate esclusivamente su osservazioni cliniche e non su ricerche anatomiche. Anche se il nome di molti organi coincide nelle due medicine, alcuni di essi, come per esempio il pancreas, non sono riconosciuti dalla medicina cinese che, viceversa, ne considera uno (il triplice riscaldatore) non identificato dalla medicina occidentale perché privo di un preciso substrato anatomico. E’ anche assai importante comprendere che nel pensiero cinese non esiste una netta distinzione fra energia ed energia. Abbiamo già visto che Ching “essenza” l’essenza, poteva indicare sia dei fluidi circolanti nel corpo umano, sia una forma di energia vitale analoga a quella che noi chiamiamo energia sessuale. E così il Ch’i può essere sia l’aria respirata sia l’energia interna. Noi chiamiamo sangue il liquido rosso che scorre nelle vene e nelle arterie, ma per i medici cinesi questo è solo una parte del concetto di sangue, in quanto esso non viene considerato unicamente una sostanza, ma anche una forma di energia e di attività corporea.

La medicina tradizionale cinese e il Ch’i

 Dovrebbe ora risultare chiaro che il Ch’i, come il sangue o gli organi, deve venir percepito funzionalmente, per quello che fa, per come agisce e non per quello che è. Inutile è quindi cercare di comprendere la natura del Ch’i, ma è importante capire come il Ch’i funziona. Secondo la medicina tradizionale cinese il Ch’i circolando nel corpo ha cinque funzioni principali:

1) è la fonte di ogni movimento
2) protegge l’organismo dalle cosiddette “influenze perniciose esterne”
3) è la causa delle trasformazioni che avvengono dentro di noi
4) tiene gli organi al loro posto e impedisce che si verifichino perdite eccessive dei fluidi corporei.
5) mantiene il corpo alla giusta temperatura.

Queste funzioni del Ch’i si manifestano nei diversi tipi di Ch’i.

I principali sono:
1) Ch’i degli organi: è quello che circola negli organi, ognuno dei quali ha il proprio Ch’i. Il Ch’i del fegato è ovviamente uguale a quello dello stomaco o a quello di un altro organo, è la sua attività che è diversa nei vari organi.

2) Ch’i dei meridiani: è quello che circolando nella rete dei meridiani fluisce in tutte le parti del corpo.


3) Ch’i nutritivo: è il ch’i che si muove con il sangue. Le sue principali funzioni fisiologiche comprendono la trasformazione delle sostanze nutritive in sangue, il trasporto del sangue e il contributo dato a quest’ultimo nel nutrire le diverse parti del corpo. Il Ch’i nutritivo circola nei meridiani.


4) Ch’i protettivo: Ha il compito di resistere alle cosiddette influenze perniciose esterne quando esse invadono l’organismo. Si muove fra la pelle e i muscoli e circola al di fuori degli organi e dei meridiani, regola la chiusura e l’apertura dei pori della pelle e il funzionamento delle ghiandole sudorifere.


5) Ch’i essenziale: la sua funzione principale è quella di regolare la respirazione e il battito cardiaco.