Taoismo: le quattro leggi


Come abbiamo avuto modo di capire, la tecnica é legata a diversi fattori, alcuni interiori ed altri esteriori. Ma se vogliamo portare la nostra conoscenza ad un livello più avanzato, ci dobbiamo attenere con scrupolo ad alcune regole precise. Dette regole sono in realtà vere e proprie leggi, l’ignoranza delle quali impedirebbe quasi del tutto di capire il funzionamento particolareggiato della tecnica, in diversi suoi aspetti.
Le leggi sono quattro, ognuna distinta da un preciso nome.

  1. Legge della madre e del figlio
  2. Legge dei cinque elementi
  3. Legge del marito e della moglie
  4. Legge del mezzogiorno e mezzanotte

A questo punto non ci resta che esaminarle una per una con molta attenzione cercando di memorizzare tutte le correlazioni esistenti in/e tra essi.

Legge della Madre e del Figlio.


Questa legge presiede al controllo del corretto flusso del Ch’i attraverso i meridiani. Alle ore tre del mattino il Ch’i inizia il suo ciclo corporeo nei polmoni, secondo il seguente ordine, visibile nel diagramma.

P.-GI.-S.-M.-C.-IT.-V.-R.-MdC.-TR.-VB.-F.

Secondo gli studi e i risultati degli esperimenti compiuti nell’ambito di questa legge, si è pervenuti alla creazione di una terminologia un pò particolare, ma che rende in pieno l’idea di quello che vuole dimostrare. Infatti, un organo è detto “madre”, rispetto ad un altro, quando precede, nell’ordine suevidenziato, quello successivo, il quale, per logica, si dice esserne il “figlio”.
Guardando l’ordine e il diagramma precedenti, al fine esplicativo, lo stomaco è “figlio” dell’intestino crasso e, nello stesso tempo “madre” della milza; quest’ultima, a sua volta, è “figlia” dello stomaco e “madre” del cuore e così via di seguito.
Sempre secondo la legge che stiamo esaminando, se in un organo l’energia è sovrabbondante, è necessario farla diminuire, agendo sul suo diretto “figlio”: di questo si dovrà infatti stimolare il meridiano corrispondente, nel punto previsto, così da provocare il deflusso dell’energia, che, partendo dalla “madre”, arriverà al “figlio”.
Al contrario, se in un organo manca l’energia necessaria al suo corretto funzionamento, occorrerà agire sul suo organo madre corrispondente, che, stimolato, cederà al figlio la quantità di energia voluta dall’operatore.

Per ovvie ragioni, al fine di creare equilibri energetici all’interno del corpo umano, è indispensabile conoscere alla perfezione i legami esistenti tra i diversi organi e, di ognuno di essi, i punti, siti lungo i meridiani che li attraversano. Possiamo ben comprendere, quindi, la grande rilevanza che la conoscenza di certi principi riveste nell’applicazione della tecnica: senza sapere più che bene la dislocazione dei punti, sarà perfettamente inutile qualsiasi tentativo di successo.


Legge del marito e della moglie.

Per comprendere al meglio la legge in oggetto, è bene tener presente il diagramma raffigurante il ciclo malefico-distruttivo K’O. In esso ogni elemento è allo stesso tempo “marito” e “moglie”, in relazione all’altro elemento che lo precede e, rispettivamente, lo segue, lungo la medesima linea.

Lo stato di marito implica il dominio sulla moglie, ma non essendo uno “status indipendente” o assoluto, in quanto convive con quello di moglie, ogni elemento è naturalmente in armonia con tutti gli altri. Essendo molto difficile che nel corpo umano vi sia sempre costante equilibrio tra i vari organi, ne deriva che diverse possono essere le varianti delle relazioni tra quantitativi di energia tra gli organi stessi e gli elementi che li rappresentano. Comunque, ad ogni variante corrisponde quasi sempre un particolare stato di salute, di condizione fisica e di umore e ognuna di tali varianti permette di dedurre dei precisi parametri di diagnosi sulla persona, che di volta in volta viene considerata. Ad esempio, quando il marito è pieno di energia -in gergo-, “robusto” e la moglie, invece, ne è scarsa -in gergo-, “debole”, si enuncia la formula “Marito robusto/moglie debole”, che corrisponde al parametro, secondo cui lo stato esistente nella persona in esame è caratterizzato da un atteggiamento di sicurezza; se, invece, si perviene ad enunciare la formula “Marito debole/Moglie robusta”, il parametro relativo è quello coincidente con lo stato di insicurezza. Per chiarire ulteriormente quanto detto, basta osservare il diagramma in cui si rappresenta il ciclo malefico-distruttivo K’o,: stando ad esso, se cuore risulta privato della sua normale quantità di Ch’i, non possiamo fare a meno di dedurre che questo ultimo sia fluito lungo la linea K’o, fino ai polmoni, causandone la congestione -.
Ovviamente, per dire che il cuore sia privo di energia, bisogna saperlo analizzare. A tal fine il metodo cinese si basa sulla palpazione dei polsi. Secondo le antiche teorie, i dodici meridiani -ad ognuno dei quali corrispondono precisi organi- possono individuarsi tutti in due soli punti di comune passaggio lungo il corpo umano ed esattamente nei polsi, ai lati dell’apofisi radiale; per ogni polso passano infatti sei meridiani, che sono individuabili e riconoscibili in base alla profondità, in cui si trovano. Dei suddetti sei dobbiamo fare una distinzione, in quanto tre sono classificati come yin e tre come yang; diamo un occhiata allo schema seguente:

Polso Destro 3 Meridiani o polsi yang Superficiali
3 Meridiani o polsi Yin Profondi

Polso Sinistro: Come sopra

Ed ancora:

Polso Destro

Yang Superficiali

Organi corrispodenti:
  • triplice riscaldatore
  • Stomaco
  • Intestino crasso
Yin Profondi Organi corrispodenti:
  • Pericardio
  • Milza e pancreas
  • Polmoni

Polso Sinistro

Yang Superficiali

Organi corrispodenti:
  • Vescica
  • Vescica biliare
  • Intestino tenue
Yin Profondi Organi corrispodenti:
  • Reni
  • Fegato
  • Cuore

Come evidenziato, ad ogni organo-meridiano Yang- corrisponde un organo-meridianoYin- dello stesso polso e non solo: agli organi –meridiani del polso sinistro- corrispondono quelli del destro, siti alla medesima profondità:

Polso Destro
Polso Sinistro
  • Organi Yang
  • Organi Yang
  • Triplice Riscaldatore
  • Vescica
  • Stomaco
  • Vescica biliare
  • Intestino crasso
  • Intestino tenue
Organi Yin
Organi Yin
  • Pericardio
  • Reni
  • Milza e pancreas
  • Fegato
  • Polmoni
  • Cuore

Ovviamente, quando parliamo di corrispondenze, è implicita anche l’idea delle interazioni; pertanto, nello schema precedente, gli organi del polso dx, oltre che corrispondere a quelli del polso sx, siti alla medesima profondità, li influenzano e sono a loro volta influenzati.
Da tali relazioni, nacque pure l’idea di una sorta di matrimonio tra i vari organi-meridiani, la stessa per cui si spiegano le diciture “marito” e “moglie”.

Come già accennato, per poter constatare le condizioni fisiche e psichiche della persona, gli esperti conoscevano un sistema, basato sulla palpazione dei polsi, mediante era quindi possibile effettuare una diagnosi abbastanza precisa, perché le pulsazioni rilevate individualmente per ogni meridiano erano come lo specchio delle condizioni dell’organo che gli faceva capo. A differenza di noi, che distinguiamo i suddetti meridiani dai polsi, affermando che questi sono due, gli antichi usavano dire, invece, che i polsi erano dodici, facendo infatti rientrare tutti i meridiani sotto tale voce, nel momento in cui l’analisi veniva effettuata, sull’estremità delle braccia.
In sintesi, ogni disarmonia nel flusso dell’energia vitale, poteva essere identificata ed isolata in base alle irregolarità più o meno evidenti delle pulsazioni ritmiche dei singoli polsi o meridiani. Possiamo in ultimo aggiungere che ognuno di questi, in totale sei “mariti” e sei “mogli” corrispondono altrettanti organi ed altrettanti funzioni.

Marito
Moglie

(Polso sinistro)

(Polso destro)

  • Intestino tenue
  • Intestino crasso
  • Cuore
  • Polmoni
  • Cistifellea
  • Stomaco
  • Fegato
  • Milza
  • Vescica
  • Triplice riscaldatore
  • Reni
  • Pericardio


Legge dei cinque elementi.


Questa seconda legge è impregnata dal pensiero della corrente filosofia taoista e lo si può intuire già dal testo che la distingue: esso si rifà alla concezione dell’Universo, composto per l’appunto, da cinque elementi.
La matrice della legge in questione risiede dunque nei concetti di “equilibrio” e di “corrispondenza”, nei quali compaiono, come soggetti protagonisti, gli organi e gli elementi, tutti in precisa correlazione tra essi. Un concetto di equilibrio può essere dato dalla somma “yin+yang”, mentre, del concetto di corrispondenza, dal postulato “se c’è yin, vi è anche yang”. Molto importante è a questo punto soffermarci sul cosiddetto “processo di derivazione”: stando ad esso, ogni elemento viene generato -deriva- da un altro e, a sua volta, genera il successivo.
Per tale motivo, possiamo dire che il fuoco genera la terra, la terra il metallo, il metallo l’acqua, l’acqua il legno, ed il legno il fuoco. Esso è noto come “ciclo benefico creativo” o di “generazione” o ancora “ciclo keng”, mentre gli si contrappone il “ciclo malefico distruttivo” o “ciclo K’o” il quale risulta dalla prossima sequenza:

  1. il fuoco distrugge il metallo, fondendolo;
  2. la terra distrugge l’acqua, assorbendola;
  3. il metallo distrugge il legno, tagliandolo;
  4. l’acqua distrugge il fuoco, spegnendolo;
  5. il legno distrugge la terra, coprendola.

La precedente sequenza può essere riassunta, insieme con la teoria del ciclo Keng e del ciclo K’o, nel diagramma qui di seguito: in esso la linea intera esprime la creatività che passa da un elemento all’altro, mentre la linea spezzata indica la distruzione, a cui ogni elemento tende a danno di un altro.
Per ben comprendere la legge dei cinque elementi, dobbiamo sempre tener presente le corrispondenze che esistono tra essi, gli organi solidi “tsang”, e gli organi cavi, “fu”.
Un esempio: se viene intensificata l’attività del ch’i nella milza (terra), anche gli organi da essi generati, secondo il processo di derivazione ed il ciclo keng, cioè i polmoni (metallo), riveleranno un’attività assai accresciuta. Allo stesso modo, ma in senso opposto, gli organi che vengono distrutti dalla milza, secondo il ciclo K’o e che sono i reni (acqua), rileveranno un calo notevole della loro attività: ciò sta a significare che l’alternanza vitale di yin e yang sarà stata ridotta al minimo con la supremazia del primo sul secondo: quello che ne consegue è un facile crollo della vitalità a bassissimi livelli. Nell’esempio riportato, l’organo esaminato è la milza, ma è logico che pure i rimanenti organi sono soggetti alla medesima legge.


Legge del mezzogiorno e della mezzanotte.

Questa legge è stata formulata in seguito alla particolare osservazione del rapporto fra diverse quantità di energia, esistenti nei vari organi. Fu notato, infatti, che al massimo di energia per un organo corrispondeva il minimo (di energia) di un altro.
Tenendo sempre a mente che ogni organo funziona meglio o peggio, secondo le stagioni, i giorni e le ore, possiamo addentrarci in alcuni particolari.
Ci si rese conto che, in dati casi, il paziente accusava gravi disfunzioni, le quali si presentavano più o meno accentuate, in relazione al fattore tempo.
In seguito, a questa osservazione, fu accertato che, nel momento in cui si procurava anche artificialmente dispersione di energia ad un organo - che poi si scoprì essere al “massimo”, si verificava quasi automaticamente il fluire del Ch’i ad un altro, che ne risultava aumentato. In parte, tale osservazione non era del tutto nuova, giacché si conosceva già la teoria dell’equilibrio tra le forze yin e yang: in realtà, quello che sbalordì in un certo modo gli esperti operatori fu, oltre tali coincidenze, l’accorgersi che queste ultime si accentuavano in alcuni momenti nell’arco della giornata e divenivano meno sensibili in altri. Da ciò si pervenne alla compilazione di uno schema, nel quale si distinguevano i dodici organi principali - sei pieni e sei cavi - e ad ognuno venne riferito un arco di tempo operativo, determinato in base al suo momento di massima carica energetica; da questa stesura schematica risultò ancora più evidente che nell’ora di massima operatività di un organo ve ne era un’altro che restava rigorosamente al minimo, giusto quel tanto da consentirgli di adempiere le sue funzioni vitali.

Da come si presentavano le cose, sembrava che tutti gli organi del corpo umano si fossero messi d’accordo su come dividersi tra loro l’arco giornaliero delle ventiquattro ore; in tal modo, quando uno di essi cessava -però mai completamente-
di lavorare e si dedicava al “riposo”, un altro cominciava il proprio “turno lavorativo” e lo portava avanti, fino al massimo punto di abnegazione, per poi tendere a sua volta alla rilassatezza. Questa era in realtà caratterizzata dal fatto che l’organo risultava tonificato. Molti esperimenti confermarono pienamente le osservazioni fatte: se si procurava dispersione di energia all’organo che in quel momento era al suo massimo, la sua forza vitale scorreva quasi all’istante all’organo che -a prescindere da tale intervento artificioso- si trovava al minimo: in pratica, l’energia dispersa da uno andava ad alimentare fuori orario l’organo che in quel preciso momento si trovava al minimo, non facendo altro che accelerare il processo di scambio energetico fra tutti gli organi del corpo. Pertanto, si dimostrò che i legami esistenti in assenza dell’intervento umano non venivano influenzati, nella loro relazione a catena, dall’opera artificiosa: essi, infatti, rimanevano inalterati ed erano soltanto soggetti ad un’accelerazione o ad una diminuzione del loro ritmo naturale.


Il fluire del Ch’i da un organo all’altro può essere paragonato all’applicazione del principio dei vasi comunicanti: fin quando questi sono posti alla medesima altezza o livello, non si verificano mutamenti della quantità di liquido che contengono e l’equilibrio è perfetto; ma se ne alziamo uno rispetto all’altro, il liquido del primo defluirà verso il secondo più in basso, che ne risulterà aumentato; come è anche logico che il liquido non andrà disperso da alcuna parte, fin quando il tubo di collegamento sarà integro, allo stesso modo il ch’i non si disperderà, nel suo tragitto da un organo all’atro, finché il meridiano che li unisce non verrà stimolato in alcuno dei suoi punti provocando in tal caso la dispersione dell’energia.
Come si è già accennato, i rapporti tra i vari organi sono regolati da parametri fissi, rappresentati dagli orari:
essi regolano infatti la circolazione dell’energia vitale in tutto il corpo: più specificamente potremmo dire che ogni meridiano ed ogni organo sono al loro massimo, l’uno di portata e l’altro di capacità energetica, per l’arco di due ore e l’apice viene toccato nell’esatta metà del suddetto spazio temporale. Al contrario, giungono al minimo allo scadere delle dodici ore successive -e per questa ragione particolare, la legge si distingue col nome di “Mezzogiorno e Mezzanotte ”-
E’ quindi il caso di ribadire che la circolazione del Ch’i nel corpo umano ha inizio alle ore tre del mattino, all’interno dei Polmoni, dei quali fluisce successivamente agli altri organi.
Per comprendere al meglio l’ascesa e la discesa del ch’i in ogni organo, si tenga presente quanto segue: i polmoni sono al loro massimo tra le ore 03.00 e le ore 05.00, orario in cui inizia il ciclo vitale; il minimo verrà invece raggiunto allo scadere delle dodici ore successive, vale a dire tra le ore 15.00 e le ore 17.00.

Applicando questo sistema di computo del tempo, potremmo ricavare, da soli, vitali informazioni su ogni organo del corpo e sui dettagli relativi allo scorrimento dell’energia all’interno di esse.