Taoismo:L'arte di guarire


Negli ultimi decenni la tecnologia ha compiuto enormi progressi nel campo della guarigione. Tuttavia, più impieghiamo la tecnologia nella tecnica di guarigione, più abbiamo bisogno del contatto delle mani.

In giapponese l'arte di guarire si chiama "Te-ate", che letteralmente significa "appoggiare  le mani sopra qualcosa". Il nome Shiatsu è giapponese, ma tecniche di guarigione attraverso l'uso delle mani sono presenti nella storia di altri popoli.

La parola Shiatsu è relativamente nuova. Questa tecnica è stata profondamente influenzata da altre tecniche di manipolazione giapponesi come "l'Anma", e da tecniche cinesi e anche da tecniche di manipolazione di origine europea, come il massaggio, la terapia fisica e la chiropratica. Prima di scoprire la medicina e la chirurgia, l'atto di toccare con le mani il nostro corpo in un punto dolente era istintivo.

Questo fenomeno è rilevabile presso molte civiltà. La parola Shiatsu è entrata nell'uso in Giappone in tempi molto recenti. Prima queste arti venivano definite con molti altri nomi come "Shyugi" o "Te-ate-lo".

La medicina occidentale divide l'uomo dal suo problema; non lo coinvolge, mantiene le distanze, guarda il sintomo, cerca di analizzare il particolare dimenticando che materia e energia, mente e corpo sono parti inscindibili. Avida di sapere, aggredisce con una concentrazione totale la natura stessa, essendo incapace di effettuare una terapia se non dopo che la malattia si sia manifestata nella sua "maturità". L'oriente, al contrario, è paziente, non aggressivo, ricettivo, disposto a lasciarsi conquistare dalla natura; e sa aspettare con fiducia.

In questo modo si da importanza allo "ieri" e al "domani", cercando di allargare in tutti  i modi il quadro individuale per avere più informazioni possibili sul "presente". Il Tao che si può nominare non è il Tao autentico… senza forma è la madre di tutte le forme… Del Tao si possono cogliere solo le "espressioni" recitano alcuni passi del Tao-Te-Ching, opera del saggio cinese "Lao-Tse.

 Il Tao, l'infinito, il "senza origine" è un concetto fondamentale del pensierofilosofico cinese. Tradotto letteralmente significa "la via", "il cammino", e suggerisce l'idea del movimento che agisce in ogni processo naturale; movimento inteso non come moto meccanico, ma come flusso vitale  in continua trasformazione, base del tessuto stesso della realtà.

Impalpabile, impercettibile ai nostri sensi, il Tao, esiste ugualmente all'Universo. E' il grande "Chi" originario e cosmico, principio di ogni efficacia e di ogni vita, è la via per cui tutte le cose sono e si trasformano.

Il Tao che proviene dall'Universo si muove quindi verso la differenziazione e produce effetti opposti: Yin e Yang, rappresentati simbolicamente da un cerchio diviso da una linea curva ad "S" in due metà identiche; ciascuna di esse contiene il germe del principio opposto e dà significato all'altra, dimodochè nessuna delle due è mai così pura da non contenere nel suo interno traccia dell'altra. In questo loro perpetuo alternarsi circolare, l'estremo Yin al suo apice si trasforma nello Yang e viceversa.

Inseparabili, sono uniti da una tensione costante che li avvicina e li allontana, da ogni espansione nasce una contrazione, da ogni inspiro un espiro. Yin da solo non produce, Yang da solo non cresce: la loro separazione è la morte. Opposti e complementari danno luogo a molteplici manifestazioni: Yin è l'aspetto di vuoto e rappresenta la negazione, l'immobilità, ciò che appassisce; Yang e la sua antitesi e rappresenta la mobilità, la pienezza, la progressione, il calore e ciò che è tonico. Così come il Tao, la cui filosofia è di armonia e non di estremità, anche l'uomo deve condurre la propria vita seguendo lo stesso principio, cercando di vivere in equilibrio con le forze che lo governano e raggiungere così la perfezione mantenendo il "giusto mezzo".