Taoismo: Energia


L'energia è la causa di tutte le produzioni e di tutte le distruzioni (So Ouenn). L'orientale parte dunque da un concetto unicistico dell'energia. Energia unica, ma che si manifesta sotto forme multiple. La materia viene considerata come una condensazione di energia che, quando si disperde ritorna al suo stato puramente energetico. Anche in questo caso, l'analisi dell'ideogramma ci fornisce preziosi chiarimenti. L'energia, chiamata "Tchi", si scrive così:

Anche qui il simbolo è costituito da due radici; la radice di destra:

Mostra un movimento d'ascensione e di dispersione verso il cielo, e simboleggia il vapore. La radice di sinistra:

Mostra un grano di riso che simboleggia l'elemento alimentare della vita, "La materia".
Già in questo ideogramma noi possiamo riconoscere la cifra due annunciata dalla frase simbolica di Lao Tseu e che ora analizzeremo.
L'energia è dunque nell'uomo sotto forma immateriale (il vapore); essa fornisce
"il lavoro" che sostiene la struttura. Ma vi è anche sotto forma materiale, identificabile negli elementi che costituiscono la struttura, supporto di questo lavoro. Alla luce di queste intuizioni, possiamo dunque dedurre che l'essere umano non è che condensazione di energia. La medicina orientale, non si allontana mai dalla sua concezione originale, considera sincreticamente l'uomo nel suo ambiente, deve quindi tener conto, della stagione, del clima, dell'ora e di tutte le connessioni e relazioni con l'ambiente esteriore. L'uomo è dunque una entità indivisibile ed indissociabile dal suo ambiente, con il quale forma un circuito "aperto" energetico.

Di conseguenza non si può isolare in lui un sistema piuttosto che un altro, ed il terapeuta dovrà quindi preoccuparsi di curare la vera causa della malattia, cioè un indebolimento dell'insieme del "terreno' umano, e non il luogo dove si fissa la sintomatologia. "Bisogna curare il malato prima che esso lo diventi".