Piccola e grande circolazione


Durante la meditazione in posizione seduta la piccola circolazione avviene nei meridiani Jenn-Mo e Tou-Mo.
Meditare significa “stare seduti in pace”. Seduti nella posizione del loto con il corpo rilassato, la colonna vertebrale e la testa perfettamente diritte, si vuota la mente da ogni pensiero e la si concentra sul fluire del Ch’i. Bisogna pensare con intensità che questo, entrato come aria dal naso, si concentri nel Tan-T’ien (respirazione addominale) da qui raggiunga la base della colonna vertebrale, salga lungo di essa fino alla sommità della nuca ed esca infine dal naso.

GRANDE CIRCOLAZIONE

La grande circolazioone si differenzia dalla piccola perché il Ch’i viene fatto fluire dalla forza del pensiero anche lungo gli arti. Innanzi tutto è importante che il corpo sia ben rilassato durante tutto il processo di circolazione.

Metodo per imparare a far circolare il Ch’i:

I°. Il primo è molto semplice consigliato ai principianti o a coloro che praticano da pochi anni.

II° e III°. Il secondo e il terzo sono più complessi e potranno essere adottati dagli allievi avanzati.

IV°. Nel quarto metodo il Ch’i non circola lungo un circuito chiuso, ma fluisce dall’esterno verso l’interno durante l’inspirazione e dall’interno verso l’esterno durante l’espirazione.

 Grande circolazione - I° metodo

Durante l’inspirazione dobbiamo immaginare, che l’aria entrata dal naso gonfi un immaginario palloncino situato nel centro del nostro ventre. Nella fase di espirazione, per incanalare efficacemente il Ch’i, dobbiamo “aumentare la pressione nel palloncino”, e ciò si ottiene esercitando una spinta degli intestini verso il basso. Contemporaneamente i glutei vanno chiusi e il flusso del Ch’i va guidato con il pensiero, da una parte lungo le gambe fino ai piedi, dall’altra lungo la colonna vertebrale e il collo sino alla nuca. Il cosidetto Ch’i esaurito esce infine dal naso.

II° metodo


Il secondo metodo è più complesso, ma identico al precedente. Si immagina che l’aria inspirata scenda lungo la parte anteriore del tronco e gonfi un immaginario palloncino che comincia a dilatarsi. Sempre durante l’inspirazione il palloncino che si sta gonfiando incomincia a ruotare rotolando in avanti. Contemporaneamente mentre la parete addominale si dilata si contrae l’ano, facilitando così la sensazione di rotazione del palloncino. Nello stesso tempo dobbiamo immaginare che il Ch’i della terra penetri attraverso il primo punto del rene e salga lungo le gambe. Così facendo assorbiremo energia sia dal cielo che dalla terra: (l’uomo come legame fra cielo e terra).
L’immagine della rotazione del palloncino e la contrazione dell’ano facilitano l’incanalamento del Ch’i verso la base della colonna vertebrale. Infatti il pensiero deve spingereilCh’i sino al punto Wei-Lu che si trova all’estremità del coccige. Quando inizia la fase di espirazione, si rilassa l’ano e immaginiamo che il palloncino inizi a ruotare in senso opposto a quello di prima, come se tendesse a rotolare all’indietro. Tutto ciò rende naturale la chiusura dei glutei e la spinta degli intestini verso il basso. La chiusura dei glutei permette che le gambe vengano attraversate dal Ch’i, dobiamo allora immaginare che il Ch’i dopo aver raggiunto il primo punto del rene esca dai piedi, ancorandoli fortemente a terra e rendendo pertanto più stabile la posizione. La chiusura dei glutei provoca il raddrizzamento del coccige. Chiudendo i glutei dobbiamo avere l’impressione che l’aria venga in un certo senso aspirato verso l’alto. Ciòpermette al flusso del Ch’i di superare la porta della coda (Wei-Lu) e di iniziare la salita, sempre guidato dalla forza del pensiero, lungo la colonna vertebrale.

III° metodo

  Il terzo metodo è differente dal secondo per il fatto che durante l’inspirazione il Ch’i non si ferma al punto Wei-Lu, ma lo supera e scorre lungo la spina dorsale arrivando alla sommità del capo. Tutti gli altri particolari (rotazione del palloncino, contrazione della zona intorno al punto Hui-Yin, flusso del Ch’i che sale lungo le gambe) sono identici a quella della fase di inspirazione del secondo metodo. In pratica l’immagine mentale del palloncino che ruota serve per far scorrere il Ch’i fino al punto Ni-Wan e non solo al punto Wei-Lu. Come nel secondo metodo durante la fase di espirazione bisogna far ruotare il palloncino in senso opposto a quello di prima chiudendo contemporaneamente i glutei e spingendo gli intestini verso il basso. Durante l’espirazione si immagina che il Ch’i ridiscenda lungo la colonna vertebrale scorra lungo gli arti ed esca infine dal naso. In questo caso si utilizza l’immagine mentale del palloncino ruotante per far scorrere il Ch’i dapprima verso il basso, lungo il Tou-Mo e poi farlo risalire lungo la Jenn-Mo, sino al naso. In questo metodo il senso di rotazione del palloncino, coincide con la direzione del flusso del Ch’i, sia durante l’inspirazione che l’espirazione.

IV° metodo.


In questo metodo il Ch’i non viene fatto scorrere lungo un circuito chiuso. Durante l’inspirazione gonfiando l’immaginario palloncino concentrando contemporaneamente nel Tan-T’ien quattro correnti di Ch’i provenienti dall’esterno:
1) l’aria inspirata entra e scende lungo la parete anteriore del torace.
2) altre due, provenienti dalla terra, salgono una per gamba dopo essere entrate del primo punto del rene Yung-Ch’uan.
3) l’ultima, proveniente dal cielo, punto Ni-Wan 20VG, discende lungo la colonna vertebrale e si somma al flusso Ch’i che era salito nella precedente fase di espirazione e che ora ridiscende anch’esso per tornare nel Tan-T’ien.
Durante l’espirazione pensiamo che le quattro correnti di Ch’i si dirigano dal Tan-T'ien verso l’esterno. Due di esse scorrono lungo le gambe ed escono dal punto Yung-Ch’uan, la terza sale lungo la colonna vertebrale e il collo sino a raggiungere la testa (e se necessario scorre anche lungo le braccia), la quarta infine risale lungo la parte anteriore del torace e fuoriesce infine dal naso.
La contrazione dell’area intorno al punto Hui-Yin nella fase di inspirazione, la chiusura dei glutei, la spinta degli intestini verso il basso in fase di espirazione sono parti integranti anche del quarto metodo.