taoismo: la respirazione
Per praticare correttamente esercizi di respirazione bisogna “far scendere il Ch’i nel Tan-T’ien. In pratica dobbiamo immaginare che l’aria inspirata raggiunga il centro del nostro ventre. Secondo i taoisti significa far discendere il Ch’i postnatale dal Tan-T’ien di mezzo a quello inferiore e unirlo così al Ch’i prenatale. Dobbiamo adottare quindi una respirazione di tipo diaframmatica (ossia addominale) e non una respirazione toracica. Per far scendere il Ch’i nel Tan-T’ien la mente gioca un ruolo importante. Bisogna dunque avare un’intensa consapevolezza dell’accumulo del Ch’i nel nostro baricentro. In tal modo la mente diventa calma e concentrata, ed è allora possibile una perfetta coordinazione fisica e mentale. Chi ha la mente concentrata nel Tan-T’ien è un individuo “centrato” ossia stabile, equilibrato sia fisicamente che psichicamente. Pertanto è di fondamentale importanza imparare a sentire il Tan-T’ien che possiamo considerare il nostro “centro psicofisico”.
CONTROLLA E DOMINA IL
TAN-T’IEN PER PRATICARE IL LAVORO INTERNO.
Chi vuole essere calmo deve regolare la sua respirazione. La cosa non è così semplice, perché ansia, paura, ira, emozioni non ci permettono di respirare nel modo corretto. La respirazione deve essere profonda, lenta, uniforme, continua (senza alcuna pausa), naturale. Non bisogna mai riempire o vuotare completamente i polmoni, non bisogna eseguire inspirazioni o espirazioni forzate.
Si inspira e espira dal naso. La bocca è chiusa, ma non serrata, e la punta della lingua viene tenuta appoggiata alla base del palato vicino all’attaccatura dei denti. L’addome deve essere perfettamente rilassato e durante l’inspirazione è utile immaginare di gonfiare un ipotetico palloncino situato nel ventre e avente come centro il Tan-T’ien. E’ ovvio che l’aria inspirata non arriva fino al ventre, ma l’abbassamento del diaframma, che ha luogo durante l’inspirazione addominale, comprime l’addome la cui parete tenderà a dilatarsi verso l’esterno. Le spalle e il petto rimangono invece perfettamente immobili. Iniziando a espirare bisogna esercitare una spinta degli intestini verso il basso, come conseguenza la parete addominale tenderà a dilatarsi ulteriormente verso l’esterno; durante la parte terminale della fase di espirazione, una volta esaurito l’effetto della spinta verso il basso, l’addome inizia invece a rientrare naturalmente per tornare alla posizione originaria quando l’espirazione è finita. I due passaggi dall’inspirazione all’espirazione e viceversa vengono definiti Huan Ch’i, che letteralmente significa “cambiamento del Ch’i”.
Secondo i taoisti durante l’inspirazione addominale il Ch’i postnatale, penetrando in parte con l’aria nell’organismo, si mescola con il Ch’i prenatale presente nel Tan-T’ien inferiore formando un ‘unità. Durante l’espirazione i due Ch’i si separano nuovamente e il cosiddetto Ch’i esaurito esce dal naso eliminando le impurità dell’organismo. I taoisti affermano che questa tecnica respiratoria consente la preparazione dell’elisir interno indispensabile per la purificazione del corpo e per prepararlo a ciò che veniva definito “IMMORTALITÀ’”
Ch’i “statico” e Ch’i “dinamico”
“Ch’i statico”: è il Ch’i coltivato tenendo il corpo immobile. Fanno parte di questo gruppo le tradizionali pratiche meditative.
“Ch’i dinamico”: è il Ch’i coltivato facendo muovere il corpo, o “esercizi respiratori con il corpo in movimento” a tale categoria appartengono gli esercizi fondamentali delle tecniche segrete dei monaci tibetani.